Manifesto di Venezia per il rispetto e la parità di genere

Laura Onofri

Sarà presentato a Venezia nella giornata del 25 novembre il “Manifesto delle giornaliste e dei giornalisti per il rispetto e la parità di genere nell’Informazione” e  per una  corretta informazione per contrastare la violenza sulle donne, come chiede la Convenzione di Istanbul: la Commissione pari opportunità della Fnsi ha varato, lo scorso 27 settembre, il “Manifesto di Venezia”, frutto di un’elaborazione che ha coinvolto anche la Cpo Usigrai e GiULiA Giornaliste, su proposta del Sindacato Giornalisti Veneto.
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“Noi, giornaliste e giornalisti firmatari del Manifesto di Venezia – si afferma nel documento – ci impegniamo per una informazione attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere e delle sue implicazioni culturali, sociali e giuridiche. La descrizione della realtà nel suo complesso, al di fuori di stereotipi e pregiudizi, è il primo passo per un profondo cambiamento culturale della società e per il raggiungimento di una reale parità”.
Rispetto della deontologia, no al sensazionalismo, a cronache morbose, a divulgare i dettagli della violenza, no all’uso di termini fuorvianti come “amore”, “raptus”, “gelosia” per crimini dettati dalla volontà di possesso e annientamento. No alle strumentalizzazioni con la distinzione di “violenze di serie A e di serie B” in relazione a chi sia la vittima è chi il carnefice. Questi alcuni degli impegni che  assumono i firmatari del Manifesto, su cui da oggi si avvia una campagna di sensibilizzazione e raccolta di firme. Per aderire basta inviare una mail a cpo.fnsi@gmail.com dopo il 25 novembre

Ma qualcuno già parla di censura e  bolla il manifesto come “diktat demenziale” . Questo ci fa capire quanto sia ardua e in salita la strada da percorrere e a che livelli sia sceso certo giornalismo (ma è giornalismo???) italiano.

 

 

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