Lettera di un gruppo di femministe per la legge contro l’omotransfobia e la misoginia

La 27 ora 4 luglio 2020

Il femminismo italiano è ampio e plurale, con storie, linguaggi e pratiche diverse. Ha attraversato e indirizzato le nostre vite nel pubblico e nel privato. Come femministe viviamo e abitiamo luoghi differenti, scriviamo libri, articoli e testi di legge, frequentiamo tribunali, ospedali, uffici e aziende, campi sportivi, aule scolastiche o universitarie, sindacati, associazioni e partiti politici, facciamo arte, cinema, teatro. E come femministe vogliamo intervenire nel dibattito apertosi sul testo unificato Zan all’esame della Camera. Una legge che si attende da 25 anni contro i discorsi e i crimini d’odio contro le persone lesbiche, gay, bisessuali e trans, che in questo disegno include – giustamente, a nostro parere – anche l’odio contro le donne, cioè la misoginia.
Il testo punisce ogni forma di istigazione al compimento di atti discriminatori e violenti per motivi legati a sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere.

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