Pari opportunità. Cosa cambia con la legge di stabilità

In.genere  26 gennaio 2017   – Claudia Bruno

Per il secondo anno consecutivo l’intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità, nato dall’impegno di deputate appartenenti a diversi gruppi parlamentari, ha presentato al governo gli emendamenti alla legge di stabilità. Ecco cosa cambierà nel 2017

 

Estensione del congedo per violenza alle lavoratrici autonome, incremento dei fondi al Piano nazionale antiviolenza e finanziamento del Piano di azione in attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza. Sono gli emendamenti di genere approvati tra quelli presentati alla legge di stabilità quest’anno dall’intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità.

Da ora, quindi, anche le lavoratrici autonome che hanno subito violenza avranno diritto all’astensione temporanea dal lavoro, per un massimo di tre mesi, con un’indennità giornaliera pari all’80% del salario minimo giornaliero previsto dalla relativa normativa. “Ogni anno si rivolgono ai centri antiviolenza circa 11.000 donne” spiega l’intergruppo “considerando che il tasso di occupazione femminile è pari al 47% e di queste il 6% è rappresentata da lavoratrici autonome, il numero di casi dovrebbe aggirarsi intorno ai 310 annui, con un onere di circa 10.000 ciascuno”. Leggi il resto »

Voucher universali per la cura Il buono della proposta

In-genere 1 luglio 2014 – Roberto Cicciomessere – Ester Dini

Una bozza di legge presentata in parlamento punta a introdurre uno strumento per l’acquisto di servizi universali alla persona, dalla cura dei piccoli all’assistenza agli anziani e alle persone non autosufficienti. Un modello mutuato da una positiva esperienza francese, che potrebbe avere numerosi effetti positivi, in primis per le donne. Ecco quali.

L’Italia si può permettere un modello come quello dei Cheque Emploi Services Universel (CESU)?, indagava l’articolo Curiamo la disoccupazione con i lavori di cura, pubblicato nel 2011 su questa rivista. In Francia il modello dei Cesu ha abbattuto il costo dei servizi alla persona per le famiglie, facilitando la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, facendo emergere il lavoro nero e promuovendo nuova occupazione, soprattutto femminile. Leggi il resto »