Bimbo figlio di due mamme, i giudici al Comune: “E’ di entrambe”

Repubblica.it 7 gennaio 2015

La Corte d’appello di Torino lo ha ordinato all’ufficiale di stato civile. Ma l’amministrazione comunale , dopo aver sentito la prefettura, mostra cautela: “Aspettiamo chiarimenti”. La coppia, sposata in Spagna, ha avuto il piccolo con l’inseminazione eterologa. Le reazioni

E’ un bambino nato in Spagna grazie all’inseminazione eterologa e, per la legge locale, è figlio di due mamme. Ora la Corte d’Appello di Torino – per la prima volta in Italia – ha accolto la loro richiesta e ordinato all’ufficiale di stato civile del Comune di trascrivere la nascita del bambino come figlio di entrambe le mamme. Leggi il resto »

Spagna: bilancio a 10 anni dalla legge integrale contro la violenza di genere

Ansa 24 novembre 2014

A quasi 10 anni dall’approvazione in Spagna della ‘legge integrale contro la violenza di genere’, promossa dal governo Zapatero e approvata da tutte le forze politiche per proteggere le vittime dei maltrattamenti, il bilancio del fenomeno è ancora drammatico: in un decennio sono state uccise 613 donne dai mariti o ex compagni, 757 dal 2003 e 44 da inizio 2014, secondo i dati diffusi dall’Osservatorio contro la violenza domestica e di genere e dal governo. Nonostante si siano registrate quasi un milione di denunce di maltrattamenti dal 2007 (987.545), l’80% delle vittime delle violenze domestiche non le aveva denunciate alla polizia e dal 2009 il numero delle denunce è in continuo calo. Dal 2005, anno di entrata in vigore della legge, le procure hanno spiccato 227.101 ordini di protezione e 264.080 sentenze di condanna contro gli autori delle violenze. Tuttavia, secondo le associazioni delle vittime di maltrattamenti e dei professionisti che le assistono – assistenti sociali e sanitari – la legge ha aiutato il pubblico a percepire il fenomeno come problema sociale.

Perché io decido (l’appello delle donne spagnole)

Giulia.globalist – 15 gennaio 2014

Il bel testo dell’appello spagnolo che sarà consegnato alla Cortes il 1 febbraio: “nessuna maggioranza politica nata dalle urne è legittimata a convertire i diritti in delitti”.

Arrivano da tutta Spagna le adesioni al “Treno della libertà” (https://www.eltrendelalibertad.com/), che arriverà a Madrid il 1 febbraio, per consegnare alla Cortes questo appello: Perché io decido

Perché io decido a partire dall’autonomia morale, che è la base della dignità personale, non accetto imposizioni, o proibizione alcuna per quanto riguarda i miei diritti sessuali e riproduttivi e, perciò, la mia realizzazione come persona. Come essere umano autonomo mi rifiuto di essere sottomessa a trattamenti degradanti, ingerenze arbitrarie e tutele coercitive nella mia decisione di essere o meno madre.

Perché sono libera invoco la libertà di coscienza come il bene supremo su cui fondare le mie scelte. Considero cinici quelli che fanno appello alla libertà per limitarla e malevoli quelli ai quali non importandogli la sofferenza causata vogliono imporre a tutti i propri principi di vita basati su ispirazioni divine. Come essere umano libero mi nego ad accettare una maternità forzata e un regime di tutela che condanna le donne alla “minore età sessuale e riproduttiva”.

Perché vivo in democrazia e sono democratica accetto le regole del gioco che tracciano i confini dei diritti dai peccati e della legge dalla religione. Nessuna maggioranza politica nata dalle urne, per molto assoluta che sia, è legittimata a convertire i diritti in delitti e ad obbligarci a seguire principi religiosi mediante una sanzione penale. Come cittadina esigo che quelli che ci governano non trasformino il potere democratico, salvaguardia della pluralità, in dispotismo.

Perché io decido, sono libera e vivo in democrazia esigo dal governo, da qualunque governo, che promulghi leggi che favoriscano l’autonomia morale, preservino la libertà di coscienza e garantiscano la pluralità e la diversità di interessi.
Perché io decido, sono libera e vivo in democrazia esigo che si mantenga l’attuale Legge sulla salute sessuale e riproduttiva e sull’interruzione volontaria di gravidanza per favorire l’autonomia morale, preservare la libertà di coscienza e garantire la pluralità di interessi di tutte le donne.

Porque yo decido.

Porque yo decido desde la autonomía moral, que es la base de la dignidad de una persona, no acepto imposición, o prohibición alguna en lo que concierne a mis derechos sexuales y reproductivos y, por lo tanto, a mi plena realización como persona. Como ser humano autónomo me niego a ser sometida a tratos degradantes, injerencias arbitrarias y tutelas coactivas en mi decisión de ser o no ser madre.

Porque soy libre invoco la libertad de conciencia como el bien supremo sobre el que fundamentar mis elecciones. Considero cínicos a quienes apelan a la libertad para restringirla y malévolos a quienes no importándoles el sufrimiento causado quieren imponer a todos sus principios de vida basados en inspiraciones divinas. Como ser humano libre me niego a aceptar una maternidad forzada y un régimen de tutela que condena a las mujeres a la “minoría de edad sexual y reproductiva”.

Porque vivo en democracia y soy demócrata acepto las reglas de juego que deslindan derechos de pecados y ley de religión. Ninguna mayoría política nacida de las urnas, por muy absoluta que sea, está legitimada para convertir los derechos en delitos y obligarnos a seguir principios religiosos mediante sanción penal. Como ciudadana exijo a los que nos gobiernan que no transformen el poder democrático, salvaguarda de la pluralidad, en despotismo.

Porque yo decido, soy libre y vivo en democracia exijo del gobierno, de cualquier gobierno, que promulguen leyes que favorezcan la autonomía moral, preserven la libertad de conciencia y garanticen la pluralidad y diversidad de intereses.
Porque yo decido, soy libre y vivo en democracia exijo que se mantenga la actual Ley de salud sexual y reproductiva y de interrupción voluntaria del embarazo por favorecer la autonomía moral, preservar la libertad de conciencia y garantizar la pluralidad de intereses de todas las mujeres.

Spagna, la legge anti-aborto spacca la maggioranza del governo Rajoy

Il Fatto quotidiano 9 gennaio 2014

La norma prevede l’interruzione della gravidanza solo in caso di violenza sessuale e quando è accertato “pericolo fisico e psichico grave” per la madre. Oltre alle critiche di opposizione ed Europa, il provvedimento mette a rischio la tenuta della maggioranza

Partido Popular spaccato sulla contro-riforma dell’aborto, ribattezzata “Legge dei diritti del concepito e della donna incinta“. Leggi il resto »

Womenareurope – Una campagna video di mobilitazione delle donne spagnole

Venerdì 20 dicembre il governo spagnolo ha annunciato di aver approvato una proposta di legge che rende l’aborto non più un diritto, ma un reato depenalizzato in alcune circostanze. In sostanza, se la legge dovesse venire approvata dal parlamento, in Spagna non sarà più legale abortire tranne che in alcuni casi particolari.
Le notizie allarmanti che arrivano dalla Spagna però rendono necessario mobilitarsi adesso: non possiamo permettere che il governo Rajoy cancelli i diritti delle donne riportandole indietro di decenni e costringendole all’aborto clandestino, con tutti i rischi conseguenti per la loro salute.
Quanto accade oggi in Spagna potrebbe avvenire anche in Italia, dove registriamo un attacco costante alla legge 194 a causa dell’obiezione di coscienza.
Le donne spagnole si stanno mobilitandoanche con campagne informative come questa
https://www.nosotrasdecidimos.org/quienes-son-las-mujeres-que-abortan/
Creiamo  una rete europea per scendere in piazza l’8 marzo e dire no a questo nuovo attacco all’autodeterminazione delle donne!